04 Febbraio 2005

Hai scaricato la suoneria della morte?

THE CALL - non rispondere di Takashi Miike

La Dolmen fa uscire in DVD questo film trattandolo in maniera dignitosa, con le colonne audio ben definite, un'immagine leggermente luminosa e un buon numero di contenuti speciali che non fanno mai male.
Il rutilante Takashi Miike scompare nel cimentarsi con il genere sovrannaturale che imperversa da un po' di anni a questa parte, senza apportare alcuna innovazione nè allo stile nè ai contenuti - cosa alquanto strana da parte sua. La cosa esecrabile è il fatto che questo sia il primo (e speriamo non l'unico) dei suoi film ad essere arrivato nel nostro paese, e purtroppo proprio uno di quelli girati su commissione per esigenze puramente "di cassa".



Sicuramente meglio di altri oriental-horror similari, come l'orrendo Phone, resta comunque al di sotto dei prototipi Ring e Dark Water, e pure di una buona fetta dell'opera omnia di un regista come Kiyoshi Kurosawa (pressochè sconosciuto da noi, altra cosa terribile).
Le cose migliori del film sono certamente l'accortezza della messa in scena e dei movimenti di macchina, oltre ad alcune intuizioni in fase di sceneggiatura che non fanno precipitare il tutto nella sagra del già visto e del "dimenticatoio istantaneo". Purtroppo la tensione risente di alti e bassi piuttosto sensibili - da segnalare a tal proposito la sequenza dell'ospedale abbandonato, tanto efficace nella prima parte quanto debole nella seconda. In effetti quando l'orrore è evocato solo da sfocature, effetti sonori, dettagli inquietanti tutto funziona decisamente meglio, e questo è una caratteristica di quasi tutte le pellicole di questo genere. Da Sadako in avanti, i traumi e le apparizioni si sono fatte uguali e ripetitive, perdendo sicuramente efficacia.



Questo significa che anche se il film in fondo il suo onesto lavoro lo svolge - ci fa saltare sulla poltrona - arrivati alla fine ci si chiede che senso abbiano decine di film basati esattamente su stesse meccaniche, stesso sviluppo, stesso scioglimento e quasi identico "spirito malvagio". Nelle interviste Miike ha dichiarato che il filo conduttore fra questo e gli altri suoi lavori consiste nel mostrare come si sia sempre soli di fronte alla morte. Su questo non c'è dubbio e gliene diamo atto, ma la domanda che lui stesso pone "Che senso ha vedere un film solo per spaventarsi?" gliela giriamo a nostra volta aspettando risposte.



Nel frattempo consigliamo caldamente a tutti di vedere qualsiasi altro film che il prolifico autore ha sfornato dal 1995 ad oggi.

Touch

9 commenti

  • Cinemadrome

    quanti film hai visto?

    caro shishiwaka... etc etc... non sei stato granché costruttivo. Pare che tu ci tenga molto a lasciar trapelare una profonda conoscenza del cinema orientale, ma di The Call ho capito solo che ti è piaciuto, mentre il motivo rimane un mistero.
    Scritto il: 09/02/2005 18:24:52
  • shishiwakamaru

    ma dai...

    non mi puoi paragonare un horror coreano ad uno Giapponese...
    noi occidentali non possiamo vedere sti films se non entriamo nella loro ottica... i capelli, i suoni striduli, i telefono che squillano... son tutte cose che in giappone fan un certo effetto...
    Scritto il: 08/02/2005 12:43:43
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