02 Maggio 2005

Walk down the right back alley in Sin City... and you can find anything

SIN CITYRobert Rodriguez & Frank Miller


Tanti anni fa, poco prima che il Batman di Tim Burton approdasse nei cinema, il fratello maggiore di un mio amico d’infanzia mi mostrò un pesante volume intitolato THE DARK KNIGHT RETURNS. Oggi quel fumetto è stabilmente nelle classifiche dei capolavori di ogni tempo e contribuì alla rinascita editoriale dell’uomo pipistrello, oltre che dimostrare la maturità raggiunta dall’arte delle nuvole parlanti. Da buon appassionato di comics americani, il ragazzo se l’era procurato in lingua originale e ne andava fiero. Vedendo che non ero a digiuno della materia, mi illustrò tutta la storia e poi me lo lasciò sfogliare da solo…
Da lì nacque il mio amore per Frank Miller e l’interesse per tutta la nuova generazione di autori di fumetti, gente che con entusiasmo e idee nuove aveva portato ad uno sviluppo consapevole e critico i personaggi classici ed aveva creato nuovi miti al passo coi tempi.



Sin City iniziò per l’autore come un divertimento estemporaneo, un omaggio alla cultura del noir aggiornata agli anni ’90… e per di più disegnata in uno scintillante, spigoloso ed espressionista bianco e nero senza mezze tinte e sfumature. Lo status di cult era ad un passo, e le storie seguenti non fecero che confermare il successo di quest’opera innovativa e classica al tempo stesso.
E’ pur vero che con l’andare del tempo le storie si sono fatte ripetitive e monotone (prendiamo l’ultimo volume, Hell and back, incredibilmente noioso e stucchevole), ma i primi volumi sono e rimarranno capisaldi dell’arte del fumetto.



Oggi l’opera è approdata nella sale di tutto il mondo grazie al trend degli adattamenti fumettistici in voga da qualche anno. Considerati i nomi dei filmaker in gioco, Rodriguez, Miller stesso e in piccola parte Tarantino (un nome che fa sempre bene al botteghino, tanto che lo appiccicano ovunque – ma questa è un’altra storia…), per non parlare del cast ultrastellare chiamato ad interpretare i personaggi, l’aspettativa che si è creata attorno a questa pellicola è stata enorme, tanto che in America tutti i volumi del fumetto sono andati esauriti poco tempo dopo l’annuncio della produzione (e si prevedono innumerevoli ristampe…)



Con l’ausilio della computer grafica e del blue screen, Rodriguez & Co. hanno calato gli attori nelle tavole del fumetto, e la prima cosa a saltare agli occhi è la stretta aderenza delle inquadrature al taglio delle vignette originali. Posizioni, movimenti, luci sono ricalcati maniacalmente sul modello, che già da solo funziona come sceneggiatura e storyboard.
Le tre storie realizzate nella trasposizione sono l’originale “SinCity” (adesso re-intitolata “The hard goodbye”), “That yellow bastard” e “The big fat kill”.
Nella prima il picchiatore di strada dal cuore d’oro Marv cerca di vendicare la morte di una ragazza uccisa dopo aver passato la notte con lui, nella seconda l’integerrimo poliziotto Hartigan dovrà vedersela con il depravato figlio di un Senatore per salvare una bambina, nell’ultima l’ex killer Dwight sarà in lotta contro il tempo per scongiurare un maledetto imbroglio che costerebbe la vita alla donna che ama… Nel mezzo teste mozzate, cannibalismo, corruzione, smembramenti, cecchini, prostitute guerriere, esplosioni, impiccagioni e chi più ne ha più ne metta.



Mettendola così sembra di dover assistere ad un gratuito campionario di assurdità e violenze senza senso, ma quello che rende l’opera di Miller unica è la capacità di creare una atmosfera perfettamente credibile all’interno del microcosmo narrativo. Così Basin City, teatro delle vicende, diventa la città senza legge e ordine, l’apoteosi di tutte le città americane che abbiamo sempre letto nei romanzi noir, la summa del peccato e della depravazione, dove ognuno ha un prezzo e la Legge è al servizio del più forte (o facoltoso). L’autore ci ha regalato personaggi memorabili, gli stessi che da piccoli ammiravamo… uomini tutti d’un pezzo, dalla battuta pronta, carismatici e indistruttibili. O quasi: ognuno di loro subisce una infinità di pestaggi, violenze e ingiustizie, viene attraversato da dubbi e spesso da paure. Nessuno di loro è bidimensionale, e poco importa se lo sono i personaggi di contorno… in fondo il genere vive anche e soprattutto di stereotipi, e l’omaggio di Miller riflette in pieno anche questo aspetto.



Parlare del fumetto è come parlare del film, perché in effetti l’aderenza è pressoché totale. In questo senso credo sia inutile stare qui ad elencare quali parti siano state tolte o modificate (ben poche per la verità), visto che è già stato annunciato che nel DVD le tre storie saranno presentate nella loro interezza. Vorrei piuttosto sottolineare come la scelta di utilizzare molti attori di richiamo non si è rivelata controproducente come alcuni temevano, anzi, risulta piuttosto curiosa anche perché sono tutti strettamente corrispondenti al modello fumettistico. I tre protagonisti sono perfettamente calati nella parte: in ordine squisitamente personale di bravura metto l’inarrivabile Mickey Rourke, che E’ Marv in tutto e per tutto (roba da piangere dalla gioia), Bruce Willis che è un efficace e roccioso Hartigan e poi Clive Owen, a cui tocca sostenere la parte del tenebroso Dwight, e lo fa con il giusto equilibrio fra coolness e insicurezza. Il resto del cast si comporta egregiamente, da Michael Madsen a Jessica Alba (senza contare la strepitosa apparizione di Rutger Hauer).
Come avrete capito, aver letto il fumetto significa godere il quadruplo davanti alla pellicola, e per di più se si è appassionati non si può che esaltare l’ottimo lavoro svolto da Rodriguez, come al solito factotum. Da ogni angolo del film traspare la passione del giovane regista per la materia, e questo gioca indubbiamente a suo favore. Di contro, chi è a digiuno totale dell’opera originale potrebbe rimanere spiazzato e forse pure contrariato dal tono generale, ma questi sono problemi che stanno alla base.

La cosa importante da rilevare è che, una volta tanto, lo spirito di un fumetto non è stato snaturato né edulcorato, ma trasposto fedelmente (non in maniera diligente e incolore).

Touch

3 commenti

  • Len85

    A me è piaciuto....

    Tutto sommato nn è un cattivo film anzi....da vedere....
    Scritto il: 01/07/2005 22:23:46
  • Julianneremi84

    Invece di copiare le idee

    degl'altri, potreste imparare leggermente meglio le teorie e le tecniche cinematografiche, cosi da cercare di cogliere un po' meglio le intenzioni degli autori, prima d arrivare a giudicare film.
    Avete cosi tanto da imparare, cominciate bene
    Scritto il: 07/06/2005 16:31:17
  • Scarlett27

    ^___^

    non vedo l'ora di vederlo!!!
    Scritto il: 06/05/2005 21:12:53
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